Da qualche parte, a Manchester, c’è qualcuno che demolisce un vecchio palazzo per far spazio a un nuovissimo grattacelo con la sua bella facciata vetrata. Lì, ogni volta che il sole sorge o tramonta, la luce è diversa. Un diverso che non si può descrivere.
È un po’ questo il senso del post-rock: distruggere per poi ricostruire, cambiare volto. Ma è anche la realtà in cui crescono George Hunter (voce, chitarra), Freddie Hunter (batteria) ed Ellis Hodgkiss (basso), gli Shaking Hand.
La band fa il suo esordio “attingendo al primo post-rock e all’alternative rock statunitense degli anni ’90, creando la propria versione del northwest-emo”. Una scelta un po’ inusuale per chi nasce nella città degli Stone Roses e degli Oasis. Ma distruggere per ricostruire significa anche andare oltre e lasciarsi prendere la mano – e l’anima – da Sonic Youth, Women, Slint e Pavement.
Ne esce un LP dilatato ma non dispersivo; imprevedibile come quando scoppia l’elettronica di Mantras o come quando musica e voce interagiscono con grande profitto in In For A… Pound! e Italics.
In definitiva, Shaking Hand è un prodotto assolutamente godibile nella sua struttura, anche se le sue potenzialità non sono ancora del tutto esplorate.
Se ti piace scoprire nuove band che reinventano le proprie radici, continua a seguire il blog: qui la musica cambia forma ogni giorno.
TRACK LISTING:
- Sundance
- Mantras
- In For a... Pound!
- New Owl
- Up the Ante(lope)
- Italics
- Cable Ties

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