Sarà perché vivo sempre di ricordi, ma oggi ho in loop Microchip Emozionale, secondo disco dei Subsonica.
Era l’estate del 1999 e il profumo del nuovo millennio era sempre più vivo. Nell’aria c’era la sensazione che fosse il momento di aprire nuovi orizzonti fatti di tecnologie, innovazioni, speranze – poi disattese – e allo stesso tempo l’amaro in bocca per un decennio glorioso e un po’ edonista che se ne andava in pensione.
Mentre i “nostri” eroi albionici stavano cambiando pelle e gli americani volto, guardavamo all’Italia con occhi nuovi. Tra le tante cose che le patrie galere ci fornivano, il suono profondo e deciso dei Subsonica rappresentava alla perfezione quella sensazione di essere in bilico tra speranze e paure. Linguaggio del corpo e cibernetica per raccontare un mondo in trasformazione che desiderava far sentire la propria voce.
L’urgenza di raccontare i sentimenti nasceva dall’underground, dove la band torinese aveva mosso i primi passi. Un tessuto fatto di locali alternativi, dove l’essenza era la libertà di espressione e d’identità: magari un po’ disorientata, ma sicuramente proiettata verso il cambiamento. Ne è l’esempio lampante Discolabirinto: una discoteca asettica e anarchica, senza luci né colori, dove ognuno è libero di fare ciò che vuole senza dover rendere conto a nessuno.
Sognavamo un futuro migliore, pur sapendo di vivere in un mondo imperfetto. Microchip Emozionale ci stava dicendo che per sopravvivere era necessario distinguerci, amarci e avere voglia di divertirci. Come se ci invitasse a metterci sempre in gioco, scrollarci di dosso le paure e soprattutto accogliere i mutamenti irreversibili.
Il disco segna anche un passaggio importante per i Subsonica: il loro suono diventa più definito, ricco di un lessico musicale identitario che si incastra in una dimensione emotiva forte e personale. I loro live si trasformano in messe pagane, dove insegnavano la speranza nonostante tutto sembrasse sbagliato e difficile da cambiare.
E voi, che ricordi avete legato a Microchip Emozionale o a quell’estate sospesa tra due millenni? Raccontatemelo nei commenti: certe storie meritano di essere riascoltate.
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