Il sole sta scendendo lento, come se avesse deciso di prendersi il suo tempo. La spiaggia è quasi vuota, il vento muove appena la sabbia. Due amici camminano fianco a fianco, senza fretta, come se stessero tornando in un luogo che conoscono da sempre.
Si
siedono. Davanti a loro, l’orizzonte è una lama sottile, una linea perfetta che
taglia il mondo in due.
«È
strano rivederti qui» dice il primo, senza distogliere lo sguardo dal mare.
«Non è cambiato niente» risponde l’altro. «Solo noi.»
Un
sorriso breve, quasi timido. Poi il primo traccia una linea sulla sabbia,
dritta, netta. «Ti ricordi quando suonavamo così? Una linea e basta.» L’altro
annuisce. «Senza deviazioni. Senza chiedersi se fosse giusto.»
Strum
& Thrum era questo: un tratto di grafite che univa due punti e conteneva un
mondo intero, anche se la fisica diceva che non poteva. Chitarre che sembravano
chiamare i Byrds da un’altra dimensione, testi che portavano addosso la
malinconia dei Velvet Underground, e quella voglia ostinata di andare avanti,
sempre avanti.
«Non
avevamo bisogno di altro» dice uno dei due, mentre una piccola onda sfiora la
linea tracciata. «Niente blues, niente funk, niente post‑punk. Solo quel ritmo
lì. Quello che ci teneva in piedi.»
Ventotto
canzoni che non cambiavano strada. Non per rigidità, ma per fedeltà a un
istinto. Come se la musica sapesse già dove andare, e loro dovessero solo
seguirla.
«Ti
ricordi dove suonavamo?» «Ovunque ci lasciassero entrare. Palestre di scuola,
feste improvvisate, spiagge come questa.»
Le
immagini scorrono nella loro mente come una sequenza montata bene:
amplificatori gracchianti, luci al neon, birre calde, risate, e quella
sensazione di essere parte di qualcosa che non aveva un nome ma aveva un suono.
Era
un Medioevo dell’indie-rock americano, sì, ma pieno di futuro. Non guardavano
New York o Los Angeles. Guardavano quello che avevano intorno. E bastava.
Il
sole tocca l’acqua. La linea dell’orizzonte si accende di arancione, poi di
rosso. «Pensi che quella linea esista ancora?» chiede uno dei due, quasi in un
sussurro. «Certo che esiste» risponde l’altro. «È cambiata, come noi. Ma non si
è mai spezzata.»
La
linea tracciata sulla sabbia viene cancellata da un’onda. Loro la guardano
sparire, ma non sembrano dispiaciuti.
Strum
& Thrum è questo: una linea che continua a vibrare anche quando non la vedi
più. Una linea che ritrovi quando ti siedi accanto a un vecchio amico, al
tramonto, e capisci che certe cose non finiscono. Cambiano forma, ma restano.
Ritrova la tua linea d’orizzonte: ascolta Strum & Thrum e vedi cosa ti racconta.
Tracklist:
- Trusted Woods - The Reverbs
- Where I Want To Be - Start
- I'm in Heaven - Cyclones
- All That Stuff - Windbrakers
- All My Friends - Primitons
- Patron of the Arts - Bangtails
- Late as Usual - The Love In
- She Collides With Me - Sex Clark Five
- 5 O'Clock - Three Hits
- Balck and White - Crippled Pilgrims
- Breaking My Heart - Vandykes
- Seven Steps Down - Salem 66
- I Fell So Sorry Now - The Outnumbered
- Is It You - The Darrows
- Say Goodbye - Riff Doctors
- She Was Unkind - The Ferrets
- Pages Turn - 28th Day
- When Do You Say Hello? - Great Plains
- Purple Parlor - Downy Mildew
- You and Me - The Strands
- Misery, Me & You - The White Sisters
- Remorse - Absolute Grey
- Promise - One Plus Two
- Sunflower - The Springfields
- Change - Holiday
- The Meeting - Pop Art
- Tomorrow's Time Today - The Reactions
- Essential Things - A New Personality
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